Antiche tradizioni e feste ufficiali del Carnevale
Ai tempi della Serenissima il Carnevale era
il momento più atteso dai Veneziani che festeggiavano
organizzando spettacoli e "feste da ballo in campiello" a pagamento.
Il
Carnevale iniziava con i balli nella Corte del Fondaco dei
Turchi. Molti erano i luoghi dei divertimenti danzanti, il
più famoso era quello delle Zattere, ma
si ballava anche nelle corti dei monasteri
(permesso solo prima del tramonto).
Nel corso del Carnevale molte altre erano le feste e i momenti di
divertimento a cui i veneziani non mancavano di partecipare: la
Macchina dei Fuochi con i suoi mirabolanti effetti
pirotecnici, il Ballo della Moresca, le Forze
d’Ercole, una sfida alla resistenza di due piramidi
umane, in cui si affrontavano i Castellani (abitanti del sestiere di
Castello, San Marco e Dorsoduro) contro i Nicolotti (sestieri di San
Polo, Santa Croce e Cannaregio) e le spericolate e sanguinarie
cacce
dei tori, le corse delle
“cariole”, lo “svolo
del turco”, la festa delle
Marie, le infinite feste in costume che venivano organizzate,
per la gioia dei patrizi, in tutti i più bei palazzi di
Venezia, o il passeggio d'obbligo al "liston"
sfoggiando le maschere più sontuose della città.
La
festa del Carnevale veneziano più gioiosa e sfrenata si
svolgeva durante il giovedì grasso,
l'ultimo giorno di Carnevale.
Centro della festa era Piazza San Marco, un vero baccanale come la chiamavano i testimoni del tempo, dove le maschere cantavano:
"Par che ognun di
carnevale
a suo modo possa far,
par che adesso non sia male
anche pazzo diventar..."
durante le ultime ore di libertà prima che i lenti e cupi
rintocchi delle campane di San Francesco della Vigna segnassero la fine
del Carnevale e l'inizio della Quaresima…
Un fantoccio
gigante che rappresentava la maschera di Pantalone veniva posto tra le
due colonne della Piazzetta per poi essere bruciato mentre tutto il
popolo intonava la nenia funebre:
"El va! El va! El va!
El carneval el va!..."
Alcune di queste feste tradizionali si sono conservate fino ai giorni
nostri.

