Carnevale a Venezia: Feste, Maschere, Tradizioni, Storia, Programma del Carnevale veneziano La stagion del Carnevale
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                                    Carlo Goldoni, da Una delle ultime sere di Carnevale

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LA STORIA DELLE MASCHERE E LE LEGGI DEL CARNEVALE A VENEZIA

Allo scopo di limitare l'inarrestabile decadimento morale dei Veneziani, la Serenissima in varie riprese ha legiferato in materia di Carnevale e ha regolamentato l’uso delle maschere e dei travestimenti.
La storia della maschera veneziana inizia già nel 1268, anno a cui risale la più antica legge che limita l'uso improprio della maschera: in questo documento veniva proibito agli uomini in maschera, i cosiddetti mattaccini, il gioco delle "ova" che consisteva nel lanciare uova riempite di acqua di rose contro le dame che passeggiavano nelle calli.

Sin dai primi del '300 cominciarono ad essere sempre più numerose le leggi che promulgavano decreti per fermare il libertinaggio dei veneziani del tempo e per limitare l’uso esagerato delle maschere.
Era proibito indossare la maschera nei periodi che non fossero quelli di carnevale e nei luoghi di culto, così come erano proibite le armi e gli schiamazzi di gruppo. L'uso della maschera veniva proibito alle prostitute e agli uomini che frequentavano i casini. Questo perché spesso la maschera era usata per celare la propria identità e per risolvere affari poco puliti o portare avanti relazioni curiose.
La maschera era il segno della libertà e della trasgressione a tutte le regole sociali imposte dalla Repubblica Veneziana. La maschera, simbolo della necessità di abbandonarsi al gioco, all’ebbrezza della festa e all’illusione di indossare i panni di qualcun altro, esprimeva quindi diversi significati: la festa e la trasgressione, il gioco e l’immoralità.

Intorno alla fine del 1400, un gruppo di giovani patrizi veneziani, allo scopo di creare e di allestire dei divertimenti e degli spettacoli durante il Carnevale, diedero vita alle "Compagnie della Calza". Tra il 1487 e il 1565 si contano ben 23 compagnie in tutta Venezia con uno statuto proprio, che tutti i membri dovevano accettare.

Il 1600 assistette ad un abuso dell'utilizzo della maschera, tant'è che il governo della Repubblica di Venezia impose delle regole che ne limitassero l'uso improprio, sancendone l'obbligo in cerimonie ufficiali e feste pubbliche.
Una serie di decreti del Consiglio dei Dieci, limitarono l’uso della maschera ai giorni di Carnevale e alle feste ufficiali, prevedendo in caso di trasgressione pene molto pesanti.
Vista l'usanza di molti nobili Veneziani che andavano a giocare d'azzardo mascherati per non essere riconosciuti dai creditori, nel 1703 vengono proibite per tutto l'anno le maschere nelle case da gioco.
La produzione di maschere era l'attività artigianale veneziana per eccellenza, tant'è che nel 1773 esistevano ufficialmente 12 botteghe di maschere. La richiesta di maschere ed il loro utilizzo era tale per cui si cominciò a fabbricare molte maschere "in nero". Iniziò la diffusione della maschera a livello europeo.
Nel 1776, una nuova legge, questa volta atta a proteggere l'ormai dimenticato "onore di famiglia", proibiva alle donne di recarsi a teatro senza una maschera, la bauta, o il volto e il tabarro.

Con l’inizio della dominazione austriaca a seguito della caduta della Repubblica, Venezia perse la versione ‘originale' del carnevale. I signori veneziani misero da parte le maschere adeguandosi di fatto all'ingiunzione del Governo Austriaco che non concedeva più l'uso delle maschere, se non per feste private o per quelle elitarie.
Il governo italico si dimostra più aperto ma questa volta sono i Veneziani ad essere diffidenti: ormai Venezia non era più la città del Carnevale ma solo una piccola provincia dell'Impero, quindi senza più libertà.
Durante il secondo governo austriaco fu permesso di nuovo di utilizzare le maschere durante il Carnevale.

Solo due secoli più tardi il Carnevale ritornò a vivere, ma con una nuova veste, come espressione artistico-creativa, che ogni anno conquista la scena di quel meraviglioso palcoscenico che è Piazza San Marco.

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