Carnevale a Venezia: Feste, Maschere, Tradizioni, Storia, Programma del Carnevale veneziano La stagion del Carnevale
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                                    Carlo Goldoni, da Una delle ultime sere di Carnevale

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LE MASCHERE DELLA COMMEDIA DELL'ARTE A VENEZIA

Arlecchino e Arlecchina
Di provenienza bergamasca, al contrario del suo compaesano Brighella mostra scarso intelletto ed è sciocco, ingenuo e impiccione.
Arlecchino lo ritroviamo sempre nelle vesti del servo umile e del facchino.
Il vestito di Arlecchino è costituito da una corta giacchetta e calzoni attillati a toppe colorate ed irregolari, un bastone alla cintura, il "batocio", barba nera e ispida, un berretto di feltro bianco, con talvolta un pezzo di coda di coniglio o di volpe e mezza maschera nera col naso camuso e un bernoccolo rosso in testa. E' una maschera acrobatica, dalla gestualità complessa: la sua parlata bergamasca è simile a quella di Brighella ma molto più complessa, in quanto arricchita da detti gergali e da espressioni in altri dialetti. E' una maschera piena di vivacità, forse la più simpatica fra le maschere italiane in generale.

Colombina
Maliziosa e vezzosa servetta della Commedia dell'arte, scaltra e pettegola, è un personaggio comico nato dal mondo popolare come Arlecchino, suo fedele compagno di avventure e talvolta suo sconsolato innamorato. Simpatica per le sue civetterie tipiche dell'astuzia femminile, non è conosciuta solo con questo nome, ma anche come Arlecchina, Corallina, Ricciolina, Camilla e Lisetta, diventando poi l'elegantissima Marionette nella "Vedova scaltra" di Carlo Goldoni.
Il vestito è semplice, simile a quello di Arlecchino, con numerose toppe colorate. In testa porta una cuffia bianca, dello stesso colore del suo grembiule. A volte il suo costume assomiglia a quello delle servette del settecento mentre raramente il costume è accompagnato dalla maschera.
Colombina parla il dialetto toscano ma, come il suo innamorato, non disdegna gli altri dialetti.

Brighella
E' la maschera di un servo astuto, ingegnoso, che sa aiutare ma anche ingannare il padrone. Non ha scrupoli e si adatta a qualsiasi lavoro: può essere oste, soldato, primo servitore o ladro patentato, è il servo furbo della commedia dell'arte. Questa maschera è nata nella Bergamo alta e si distingue dal servo sciocco e cialtrone della Bergamo bassa.
Il suo costume è composto da un camice largo ed ampi pantaloni di tela, ma la sua giubba ben presto si adorna di strisce verdi, lungo il petto ed il ventre, rappresentando vagamente una livrea.
A volte porta pure un mantello corto sopra la camicia ed un curioso cappello.
La sua parlata è in dialetto bergamasco ma con singolari accentazioni che rendono spiritoso il suo modo di parlare.
E' un esperto musicista e cantante che si accompagna spesso con una chitarra.

Il Capitano
Le origini di questa maschera, tipica della Commedia dell'Arte, sono antichissime in quanto le sue radici affondano nel teatro romano di Plauto. E' la maschera di un soldato spaccone, millantatore, vanaglorioso: trae origine dalla satira popolare contro il dominatore spagnolo e contro i vari mercenari che invasero l'Italia.
Caratteristica del personaggio è il linguaggio denso di termini simili allo spagnolo che usava per descrivere le sue grandi imprese e le sue guasconate.
I nomi di questa maschera sono pomposi (Capitan Spaventa, Fracasso, Spezzaferro, ecc.) e spesso di origine spagnola (Matamoros e Sangre y Fuego).
Il suo ruolo nella commedia dell'Arte è quello dell'innamorato esigente di turno: divertenti sono i suoi contrasti con gli "Zanni", dove si esibisce in lunghe "tirate" delle sue famosissime imprese di guerra a cui nessuno però presta ascolto.
Il costume è composto dalla sua divisa: un abito a strisce variopinte, arricchito da bottoni dorati. Sul capo porta un cappello piumato e porta sempre con se la sua grande spada. Raramente indossa una maschera sul viso.

Il Dottor Balanzone
Originario della "grassa e dotta" Bologna, il dottore rappresenta un personaggio comico a volte medico, a volte notaio o avvocato saccente.
Quasi sicuramente questa maschera è frutto della goliardia universitaria bolognese, dove l'università ha antiche tradizioni.
E' una maschera presuntuosa, superba, amante di sproloqui, lunghe "prediche" con citazioni in latino quasi sempre fuori posto: quando comincia a parlare è quasi impossibile interromperlo e quanto viene chiamato in causa sfoggia le sue dotte "cognizioni" di latino. Una delle caratteristiche del dottore è la sua obesità.
Il costume è costituito da un abito nero con colletto bianco. Sulla testa porta una berretta da notaio o un ampio cappello da medico.
Sul volto porta una mezza maschera nera che fa risaltare il naso carnoso ed il tipico porro.

Pantalone
E' la maschera veneziana più famosa, nata a metà del secolo XVI, é una fra le maschere più antiche della commedia dell'arte. Protagonista delle commedie di Carlo Goldoni, archetipo del vecchio mercante, ignorante e pedante, burlatore e burlato, stolto e saggio, ricco ed in rovina (Pantalon de’ Bisognosi), diventa nelle commedie goldoniane il "burbero benefico" che, nonostante l'età è capace di fare le sue "avances" amorose che non si concludono mai in modo positivo.
Dalla sua prima apparizione nelle compagnie della commedia dell'arte, Pantalone, chiamato "il Magnifico", si esprimeva nella schietta parlata veneziana. E' un uomo di grande vitalità negli affari, al punto di sacrificare la felicità dei figli e l'armonia familiare pur di combinare qualche matrimonio vantaggioso. Proprio per questi suoi modi spesso si intrica in storie complesse da cui esce a fatica, magari proprio attingendo a quella sua saccoccia piena di monete d'oro che sempre l'accompagna.
Il costume è formato da un berretto di lana alla greca, una giubba rossa, calzabrache, o brache corte con una cintura da cui pendono o una spada o un fazzoletto o una borsa. Sulle spalle porta un mantello nero spesso foderato di rosso al suo interno, mentre calza ciabatte nere o babbucce alla turca con le punte rivolte verso l'alto. Sul volto è caratteristica la maschera che mette in risalto il naso adunco, sopracciglia accentuate ed una curiosa barbetta appuntita che abitualmente egli accarezza con le dita.
Il costume di Pantalone era tra quelli più usati dai Veneziani durante il Carnevale in quanto era un maschera che rappresentava qualcosa in più: in un'epoca in cui la nobiltà si perdeva in lussi e frivolezze, Pantalone rappresenta l'anima commerciale ed il fiuto per gli affari che stava prendendo piede nella borghesia veneziana.

Pulcinella
Maschera napoletana originaria della Campania. Come Arlecchino, Pulcinella è un servitore sciocco ma a volte assume personalità contraddittorie: può essere infatti tonto o astuto, coraggioso o vigliacco.
Ha una gestualità vivacissima, tipica dei napoletani: il Tiepolo ne immortalò più di uno in dipinti nella villa di Zianigo, che ora si possono ammirare a Venezia nel Museo del '700. Il suo costume è un camice bianco, stretto da una cintura.
In testa calza un cappello allungato mentre sul viso indossa una maschera nera che ne fa risaltare il naso adunco e le rughe.

Sior Tonin Bonagrazia
Personaggio creato da Carlo Goldoni nel 1745, rappresenta il figlio di un mercante veneziano che aveva comperato per dieci ducati, meno del costo di un asino, la nobiltà di Torcello per il proprio figlio tonto.
Il "nobilomo" di Torcello vestiva con un vecchio costume della borghesia del settecento, con la velada nera ed i calzoni corti al ginocchio. Sul capo porta un bel tricorno e porta, al collo ed alle dita, vistosi gioielli con "pietre preziose appena uscite dalle miniere di Murano" (quindi non pietre preziose, ma semplice vetro colorato).

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