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IL CARNEVALE DEI TEATRI
La stagione teatrale a Venezia era la più ricca d’Europa, grazie ai
numerosissimi teatri operanti in città, spesso di proprietà di
famiglie patrizie. In quello stesso secolo erano attivi a Venezia ben
16 teatri.
Venezia era una delle poche città in tutta Europa a possederne un
numero consistente: il teatro S. Salvador (oggi conosciuto come
teatro Goldoni), S. Cassiano, S. Angelo, S.
Moisè. A questi si aggiungevano anche altri tre teatri di
proprietà privata: S. Giovanni Crisostomo (oggi
Malibran), il S. Samuele ed infine il S. Benedetto,
che dopo esser stato distrutto da un incendio e dopo varie diatribe
legali rinacque sotto una nuova forma, il Teatro “La Fenice”.
A Venezia, nel XVII secolo, fu introdotta per la prima volta l’opera
in musica nei teatri pubblici, dando la possibilità ad un vasto
pubblico di godere di ciò che fino ad allora era un privilegio per
pochi. L’inizio della stagione, il 1° ottobre, coincideva con
l’autorizzazione all’uso delle maschere.
Nelle commedie di Carlo Goldoni il Carnevale è citato
tanto spesso, che la sua vena compositiva diventa una preziosa fonte
documentaria. Le opere stesse venivano rappresentate durante la
stagione del Carnevale. Il Carnevale è infatti citato in alcune
delle sue commedie più famose, come La vedova scaltra, Le
massere, Le morbinose, I rusteghi, Una
delle ultime sere di Carnovale.
Goldoni non è certo benevolo nei confronti del lusso e del vizio
ostentati durante il Carnevale e suggerisce, attraverso i suoi
spettacoli, un tipo di divertimento semplice e parco.
Ma vediamo più da vicino chi era Carlo
Goldoni.
Carlo Goldoni (1707-1793), commediografo e
drammaturgo veneziano è a tutt'oggi considerato uno dei più grandi
autori di teatro d’Europa e uno degli scrittori italiani più
conosciuti all'estero. Dopo aver lasciato la sua carriera giuridica
per il teatro, vera passione della sua vita, Goldoni raggiunge il
successo prima come attore e poi come drammaturgo lavorando per
numerose compagnie teatrali veneziane dell’epoca, tra cui la
compagnia di Medebach e poi con il teatro San Luca. Fautore
della Riforma del Teatro Comico nel 1751, introduce
nel teatro il dialetto veneziano e la commedia di carattere,
sostituendo i vari tipi umani ai personaggi tradizionali della
commedia dell’arte. Prendendo spunto dalla vita quotidiana e da quel “gran
teatro che è il mondo”, rinnova la trama delle sue opere, facendo
uso di un linguaggio che evidenzia l'aspetto realistico delle
situazioni create dai suoi personaggi oramai privi di maschere.
Trascorre gli ultimi anni della sua vita a Parigi, dove lavora per la
Corte di Francia, dirige gli spettacoli della Comédie Italienne e
scrive i Mémoires, sua autobiografia in lingua francese,
che pubblica nell’87.
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"La stagion del Carnovale
tutto il Mondo fa cambiar.
Chi sta bene e chi sta male
Carnevale fa rallegrar.
Chi ha denari se li spende;
chi non ne ha ne vuol trovar;
e s'impegna, e poi si vende,
per andarsi a sollazzar.
Qua la moglie e là il marito,
ognuno va dove gli par;
ognun corre a qualche invito,
chi a giocare e chi a ballar."
Carlo Goldoni da La Mascherata |
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