Il Carnevale a teatro
La stagione teatrale a Venezia era la più ricca d’Europa, grazie ai numerosissimi teatri operanti in città, spesso di proprietà di famiglie patrizie. In quello stesso secolo erano attivi a Venezia ben 16 teatri.
Teatro La Fenice Venezia era una delle poche città in tutta Europa a possederne un numero consistente: il teatro S. Salvador (oggi conosciuto come teatro Goldoni), S. Cassiano, S. Angelo, S. Moisè. A questi si aggiungevano anche altri tre teatri di proprietà privata: S. Giovanni Crisostomo (oggi Malibran), il S. Samuele ed infine il S. Benedetto, che dopo esser stato distrutto da un incendio e dopo varie diatribe legali rinacque sotto una nuova forma, il Teatro “La Fenice”.
A Venezia, nel XVII secolo, fu introdotta per la prima volta l’opera in musica nei teatri pubblici, dando la possibilità ad un vasto pubblico di godere di ciò che fino ad allora era un privilegio per pochi. L’inizio della stagione, il 1° ottobre, coincideva con l’autorizzazione all’uso delle maschere.
Nelle commedie di Carlo Goldoni il Carnevale è citato tanto spesso, che la sua vena compositiva diventa una preziosa fonte documentaria. Le opere stesse venivano rappresentate durante la stagione del Carnevale. Il Carnevale è infatti citato in alcune delle sue commedie più famose, come La vedova scaltra, Le massere, Le morbinose, I rusteghi, Una delle ultime sere di Carnovale.
Goldoni non è certo benevolo nei confronti del lusso e del vizio ostentati durante il Carnevale e suggerisce, attraverso i suoi spettacoli, un tipo di divertimento semplice e parco.

