La
"cazza" (caccia) del toro si svolgeva il
giovedì grasso, per uccidere l’animale che il Patriarca di Aquileia,
Ulrico, inviava al Doge, insieme a 12 pani e a 12 porci, come tributo annuale
per riparare ad una ribellione da lui ordita contro la Serenissima per il controllo delle saline di
Grado.
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